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Arte & Cultura

900 Museo del Novecento

Il Museo del 900, Palazzo dell'Arengario e parte di Palazzo Reale di Milano (foto Design.it)

Il Museo del Novecento di Milano

Il Museo del 900, inaugurato il 6 dicembre 2010, è dedicato all'Arte del XX secolo. Ha sede nel Palazzo dell'Arengario e in parte di Palazzo Reale di Milano. Il museo ha riunito in un unica sede le collezioni del precedente Civico Museo d'Arte Contemporanea (CIMAC) che si trovava in precedenza al secondo piano di Palazzo Reale, chiuso nel 1998.

Il museo nasce con lo scopo di "Diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento per generare pluralità di visioni e capacità critica". 

Sono esposte circa quattrocento opere, selezionate tra le quattromila a disposizione delle Civiche Raccolte d'Arte milanesi, molte provenienti dalla collezione Jucker. Questi dipinti sono stati esposti dal 1984 al 1999 nella sede di Palazzo Reale, in via del tutto provvisoria.

Il Museo del Novecento colma una lacuna storica, essendo mancato, da sempre, un centro fisso per l'esposizione di questi lavori, in una città come Milano che è stata la culla di alcuni dei principali movimenti artistici del novecento.

Sono esposti dipinti ed opere plastiche di differenti periodi artistici, dal Futurismo alla Metafisica, dal Gruppo Forma 1 alla Transavanguardia, i gruppi di Milano, Roma e Torino e l’arte povera. Si possono ammirare celebri opere di Pellizza da Volpedo, Boccioni, Carrà, Modigliani, De Chirico, Sironi, Martini, Marini, Fontana e molti altri.

La rampa a spirale interna al Museo nel Palazzo dell'Arengario (foto Design.it)

La Storia del Museo

La storia del museo e più in generale delle varie collezioni che la compongono e delle precedenti sedi si perde nel tempo, dalle donazioni di privati cittadini nei primi anni dell'800 ha inizio ufficialmente nel  inizia nel 1903 con l'istituzione della Galleria d'Arte Moderna, ospitata inizialmente nella Sala della Balla del Castello Sforzesco.

Venendo a tempi più recenti, nel 1954 si inaugura il PAC, Padiglione d'Arte Contemporanea, in via Palestro, accanto alla Villa Reale. Progettato da Ignazio Gardella e sostenuto dall'allora Soprintendente Fernanda Wittgens. Pensato per accogliere le opere d’arte del Novecento, la struttura si dimostrò più adatta ad ospitare mostre temporanee che non il museo.

Solo in seguito, con il progetto del futuro CIMAC (Civico Museo d'Arte Contemporanea) si inizia a pensare ad una sede specifica per le collezioni. Dal 1969 le raccolte si arricchiscono di alcuni fondi di Carlo Carrà, Marino Marini, Fausto Melotti, Atanasio Soldati, Lucio Fontana, in aggiunta a una serie di opere di artisti contemporanei e dell’importante donazione di oltre duemila opere dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano.

Il CIMAC, aperto nel 1984 in una sede provvisoria al secondo piano di Palazzo Reale, presenta una selezione di circa quattrocento opere dell’arte italiana del XX secolo, allestite in trentasette piccole stanze. L’apertura del museo evidenzia da subito l’inadeguatezza di quegli spazi espositivi. Da qui, la decisione nel 1998 di chiudere il museo, in concomitanza dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale.

Nel 2000 la decisione di riconvertire gli spazi dell’Arengario a Museo del Novecento, porta al concorso internazionale, vinto dal gruppo Rota (Italo Rota e Fabio Fornasari). I lavori di ristrutturazione dell’Arengario hanno inizio nel 2007 e si concludono con l’apertura del nuovo museo nel 2010.

Il lungo periodo di non esposizione ha permesso l’ordinamento, lo studio sistematico e il restauro del patrimonio destinato al museo.

Il nuovo Museo del Novecento restituisce ai cittadini le proprie collezioni e conferisce il giusto riconoscimento a collezionisti, galleristi e istituzioni che nel corso di oltre un secolo hanno collaborato a formare una delle più belle e importanti raccolte di Arte Italiana del XX secolo.

Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1898-1902) - Immagine di pubblico dominio

Il percorso espositivo e le Opere

Il percorso espositivo comprende gli spazi dell’Arengario e del secondo piano di Palazzo Reale. Inizia con Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1898-1902) e si conclude con l’Arte povera. 

L'accesso ai diversi piani e aree espositive è caratterizzato da una rampa a spirale che conduce i visitatori dal piano terreno sino alla terrazza panoramica da dove è ben visibile l'adiacente piazza del Duomo.

La prima sala è dedicata alle avanguardie internazionali, l’unica che ospita artisti stranieri: Picasso, Braque, Kandinsky ed altri. Le opere esposte, ad eccezione del ritratto di Paul Guillaume di Modigliani, fanno parte della Collezione Jucker, acquistata dal Comune di Milano nel 1992.

Si prosegue con Umberto Boccioni e i futuristi: del primo il museo ospita la più ricca collezione al mondo, del futurismo opere celebri di Balla, Carrà, Soffici, Sironi, Funi e Severini.

Più avanti, due sale monografiche dedicate a  Morandi, De Chirico e Martini per giungere a quelle dell’Arte tra le due guerre con il Gruppo di Novecento, l’Arte monumentale, l’Astrattismo degli anni trenta, rappresentato da un importante nucleo di gessi di Melotti e dalle opere di Soldati, Rho, Radice e Badiali.

Si giunge quindi alla sala Fontana, del quale sono presenti una serie di concetti spaziali provenienti per la maggior parte dalla Collezione Boschi Di Stefano, la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano del 1951 e un esempio di Soffitto Spaziale.

Seguono opere informali degli anni cinquanta e sessanta, includendo anche una piccola sala dedicata a Manzoni e Azimuth, dopo le quali, grazie alla passerella aerea che collega l’Arengario con Palazzo Reale (realizzata ex novo con il museo), il visitatore ha modo di accostarsi alle forme d’arte dei decenni successivi: dagli ambienti del Gruppo T, alla pittura analitica milanese, la sala dedicata alla pop di ascendenza romana, una monografica dedicata a Fabro, per finire con le installazioni dell’Arte povera.

Infine, una sezione è dedicata alla Collezione Marino Marini, donata da Marina Marini al Comune di Milano nel 1973 e inaugurata il 13 dicembre 1973, originariamente al CIMAC. Inizialmente accordate per un deposito di dieci anni, tutte le opere aggiunte alla donazione del 1973 allo scadere dei termini, nel 1984, sono state donate in via definitiva.
La sezione è composta da trenta ritratti di personaggi del ventesimo secolo, precedentemente donati dall’artista al Comune di Milano. Realizzati tra la fine degli anni venti e degli anni sessanta, sono dedicate agli amici dell’artista e a grandi protagonisti del Novecento. Tra gli altri Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Carlo Cardazzo, Riccardo Jucker, Germaine Richier, Nelson Rockefeller, Igor Stravinsky.
 

Orari di apertura al pubblico:
Lunedì: 14.30 - 19.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30 - 19.30
Giovedì e Sabato: 9.30 - 22.30 

Ultimo ingresso consentito un'ora prima della chiusura del Museo.
I biglietti hanno validità giornaliera a prescindere dalla data di acquisto.

Per approfondire vedi anche: Sito Ufficiale


900 Museo del Novecento
Palazzo dell'Arengario
Via Marconi, 1
20100 Milano

Dove dormire a Milano

30/04/2015
Stefano Meriggi
Redazione Viaggio-in-Italia
(vedi tutti gli articoli di questo Autore)
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